Il Fil di Ferro è la specialità del Professore.

Un piatto dalla semplicità disarmante, aglio, olio, peperoncino e baccalà. Un piatto semplice dalla forte personalità, che se raccontato dal professore mentre lo si gusta nella sua osteria, diventa un’esperienza veramente indimenticabile. Il nome “Fil di Ferro” dipende dalla cottura della pasta molto al dente. Non chiedete al professore di che tipologia di pasta si tratti perchè ve le elencherà tutte senza portarvi a una conclusione. E gli darete ragione. Il “Fil di Ferro” è il “Fil di Ferro”.
E chi lo assaggia, lo sa.

L’idea del “Fil di Ferro”, il Professore racconta, nasce quando aveva 26 anni e gli impegni di lavoro lo portarono a vivere all’Isola d’Elba. Una sera, durante il suo giorno libero, a cena in un ristorante con sua moglie (che oggi vive l’Osteria quotidianamente, così come i suoi figli, facendovi sentire come in una seconda casa), i due ordinarono un piatto di spaghetti al pomodoro, davvero cotti male. “Lì per lì rimasi interdetto e poco gratificato” – racconta il professore – “volevo chiedere di farli cuocere meglio ma poi lo mangiammo perché avevamo fame. Dopo qualche ora la sensazione che provammo mangiando quel piatto divenne peculiare e persiste, al punto che a tutt’oggi ne parliamo!”. L’idea nasce da un’avventura culinaria discutibile, che non può che farci pensare che da un animo creativo il meglio possa venir fuori di fronte a forti sensazioni, positive e negative.

Oggi il Fil di Ferro del professore è diventato famoso. La base è il più semplice piatto della cucina mediterranea, il classico spaghetto aglio e olio, ma è impreziosito in molti modi. A partire dall’ OlioAperitivo, creato da quello che oggi è conosciuto come il Re del Baccalà, il prof. Antonio Ruggiero, che lo utilizza in questa ricetta per rendere il piatto veramente inimitabile, salvifico e rinfrescante per la bocca.

Ad impreziosirlo ci sono i pomodorini freschi, basilico e l’indiscusso protagonista dell’intera cucina dell’osteria, il baccalà. Marinato in speciali sapori e ingredienti locali che restituiscono al piatto una verve internazionale come il suo chef, lasciando vivere al cliente un’esperienza sensoriale completa, gratificante e rilassante.

Il segreto ultimo del “Fil di Ferro”?
La cucina del Re del Baccalà porta benessere alla mente e al corpo e c’è chi, come Emilio Pompeo, è stato ispirato a scrivergli una poesia.

Lo chef narrante
Fil di ferro un modo di essere, filosofia in cucina,
alchemico rituale, per fugare la malinconia.
Non meno di amici dieci per iniziare la terapia,
Il mussillo re del mare i profumi, l’ aglio.
Aromatiche pungenze, l’ olio si ma quello aperitivo,
del professor Ruggiero un distintivo
inebriante alle narici nel suo profumo di erba recisa
come pioggia alla tua bocca laverà l’untuosa malinconia
croccante ed abbondante la bavetta

come in un viaggio sensoriale
sentirsi dentro il mare, propiziatoria attesa
tra ricordi profumi e complici intese
quando la sartania lì fumante sul tavolo sarà
mute forchette avvolgeranno la pasta
torneremo bambini senza mai dire basta
mangiando, cucinando, la mistica pietanza
..Io ed il mio amico professore del piatto l’inventore,
auguranti buon appetito a tutti quanti
salutiamo signori e signore

Emilio Pompeo